Negoziazione assistita divorzio, novità 2015

Negoziazione assistita divorzio breve: l’aggiornamento delle linee guida

La recente introduzione della norma sul divorzio breve ha segnato una novità assoluta per il nostro ordinamento: il superamento della concezione che la fine di un matrimonio debba necessariamente essere regolarizzata attraverso il tribunale. Si tratta di un importante passo avanti, che ha reso necessaria una nuova prassi da seguire per rendere snella ed efficace la relativa procedura.

Sono queste le premesse dalle quali è partita la Procura di Milano lo scorso 9 giugno, data in cui ha pubblicato un aggiornamento alle proprie linee guida in materia di negoziazione assistita e divorzio breve. L’obiettivo dell’Ufficio era superare le zone d’ombra della normativa, indicando i termini da rispettare e i documenti da produrre.

Negoziazione assistita divorzio procedura: i chiarimenti della Procura di Milano

In primo luogo è stato chiarito che gli accordi raggiunti in seguito a negoziazione assistita e con la presenza obbligatoria di un avvocato a testa, vanno trasmessi al Procuratore competente in materia familiare. L’invio della documentazione dovrà essere eseguito da uno dei due legali coinvolti entro dieci giorni dalla firma dell’accordo.

Tale termine è improrogabile e la sua mancata presentazione entro la scadenza di dieci giorni comporta l’ irricevibilità dell’atto, che sarà dunque considerato nullo. Questa regola vale sia per i patti inerenti alla materia familiare sia per quelli che si riferiscono alla separazione personale. L’invio tardivo, inoltre, comporta per le parti la necessità di riunirsi di nuovo per sancire un nuovo accordo.

Durante la negoziazione assistita divorzio l’avvocato è chiamato a dimostrare non solo di aver tentato una riconciliazione fra le parti, ma anche di averle avvisate della possibilità di accedere alla mediazione familiare. Il legale deve far presente ai coniugi anche l’importanza che il futuro accordo avrà per i figli minori, che non dovranno sacrificare il proprio diritto alla bigenitorialità.

Negoziazione assistita divorzio documenti: cosa presentare

Una volta raggiunto l’accordo, l’avvocato deve certificare le firme dei coniugi e verificare che il patto non contrasti con le norme del nostro ordinamento. Un passaggio fondamentale delle linee guida indicate dalla Procura di Milano consiste nell’indicazione dei documenti che i coniugi sono chiamati a produrre insieme all’accordo.

In caso di separazione sono necessari presentare:

  • stato di famiglia
  • certificato di residenza di entrambi i coniugi
  • estratto per riassunto dell’atto di matrimonio rilasciato dal Comune in cui si è celebrato.

Per la negoziazione assistita divorzio invece sono richiesti:

  • stato di famiglia
  • certificato di residenza di entrambi i coniugi
  • atto integrale di matrimonio rilasciato dal Comune competente
  • copia autentica del verbale di separazione assistita con decreto di omologa. In alternativa è possibile presentare una copia autentica del verbale di negoziazione assistita o della sentenza di separazione con allegato il verbale presidenziale che autorizza i coniugi a vivere separati.
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