Mantenimento figli maggiorenni

Cos’è l’assegno mantenimento figli maggiorenni

Il mantenimento del figlio maggiorenne è previsto dall’articolo 155-quinquies del Codice Civile relativo alle “Disposizioni in favore dei figli maggiorenni” e dalla legge n.54/2006 per l’affido condiviso dei figli.

Dopo un’attenta valutazione del caso in esame, il Giudice può disporre il pagamento di un assegno periodico per il mantenimento figli maggiorenni, se questi non risultano economicamente indipendenti. In generale la somma dovuta viene versata direttamente all’avente diritto, salvo diversa disposizione da parte del giudice.

Assegno mantenimento figli maggiorenni dal punto di vista normativo

La disciplina introdotta dall’art.155-quinties ha riempito un vuoto normativo, in precedenza colmato dalla giurisprudenza ispirandosi a principi di tutela della prole desumibili dall’articolo 30 della Costituzione e dagli art. 147-148-155 del Codice Civile (vecchia formulazione). In questo modo il figlio maggiorenne, non autonomo incolpevolmente, veniva assimilato a quelli minorenni.

Nell’art.155 quinquies è indicata la possibilità per il Giudice di obbligare il genitore al pagamento di un assegno periodico in favore del figlio maggiorenne, ma non è specificato se questo si riferisce agli alimenti o al mantenimento.

Attualmente l’orientamento giurisprudenziale è quello di interpretare l’articolo alla luce della normativa relativa all’affidamento condiviso, che prevede la centralità dell’accordo tra i genitori, i quali continueranno a versare il mantenimento figli maggiorenni fino al raggiungimento di un’indipendenza economica della prole.

Quando cessa il diritto per l’assegno di mantenimento figlio maggiorenne

Quando il figlio raggiunge la maggiore età si estingue la potestà genitoriale, ma non cessa l’obbligo da parte del genitore al mantenimento del figlio stesso, per il quale non è possibile invece fissare un termine temporale. In linea di massima il compimento del 18esimo anno di età del ragazzo non corrisponde al suo inserimento nel mondo del lavoro, poiché questi non ha ancora completato il percorso di studi.

Proprio per questo la giurisprudenza tende ad applicare criteri piuttosto elastici per definire se il figlio ha effettivamente raggiunto l’indipendenza economica.

Il fatto che il ragazzo abbia trovato un lavoro, ad esempio, non è una condizione sufficiente perché cessi il diritto al mantenimento, che viene meno nel momento in cui questi ottiene un lavoro adeguato alle sue aspirazioni professionali, tenendo conto anche del percorso scolastico e formativo compiuto.

Questo non significa però che per essere considerato autonomo il figlio debba necessariamente raggiungere alte aspirazioni di lavoro. È sufficiente che abbia un’occupazione consona, stabile e regolarmente retribuita che gli permetta di condurre una vita dignitosa.

Va tuttavia precisato che se il figlio rifiuta in modo ingiustificato un lavoro adeguato alle sue aspettative e alla sua preparazione professionale, tale da consentirgli di rendersi autonomo, i genitori possono richiedere la cessazione dell’obbligo di mantenimento.

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