Assegno di mantenimento 2017: la nuova sentenza della Cassazione

E’ recente la sentenza della Corte di Cassazione, la n.11504 del 10 maggio 2017, che, ha proposto una novità per stabilire l’assegno di mantenimento.

Infatti, la somma da corrispondere al coniuge non sarà più decisa in base al tenori di vita. Ciò che verrà valutato è l’autosufficienza economica dell’ex consorte a cui viene dato l’assegno.

Assegno di mantenimento: novità 2017

Novità in arrivo sul fronte divorzi, infatti la Cassazione ha previsto che l’assegno di mantenimento venga stimato non più in base al tenore di vita che era perseguito dalla coppia, ma solo per garantire l’autosufficienza economica dell’ex coniuge.

Di conseguenza, se il marito è particolarmente ricco, l’ex moglie non incasserà più un assegno molto elevato. Tuttavia, la sentenza si riferisce solo nel caso di divorzio e non di separazione.

Se in passato l’assegno di mantenimento ammontava anche al 60%, oggi non sarà più così, anche perché verrà valutato se l’ex coniuge disponga o meno dei mezzi adeguati per vivere.

Il principio di autoresponsabilità

La sentenza del 10 maggio 2017, stabilisce quindi il principio di autoresponsabilità per il divorzio, secondo cui non deve più esservi una minima solidarietà tra coniugi, una volta concluso legalmente il matrimonio.

Di conseguenza:

  • se l’ex coniuge richiede l’assegno ma possiede i mezzi (o può procurarsi) di sostentamento, il diritto dev’essere negato nell’immediato;
  • nel caso in cui l’ex consorte non possieda i mezzi adeguati e non può procurarli per motivi validi e oggettivi, il diritto all’assegno dev’essere riconosciuto.

Viene meno quindi l’assegnazione del denaro all’ex coniuge in base al rapporto matrimoniale preesistente.

In linea generale un cittadino che dichiara un reddito fino a €29.000 all’anno non dovrà versare più di €300 all’ex coniuge. Solo chi percepisce più di €75.000 annui dovrà corrispondere più di €1.000. Tuttavia, gli assegni di questo tipo incidono poco sulla media dei comuni cittadini!

La revisione dell’assegno di mantenimento

Alla luce di ciò, l’ex marito può quindi richiedere una revisione del mantenimento da versare all’ex moglie. I giudici dovranno valutare solo la mancanza di mezzi adeguati per il sostentamento individuale e l’impossibilità di procurarseli. 

Dovranno basarsi valutando la capacità lavorativa e la presenza di altri redditi, che possano mantenere il coniuge.

Assegno di mantenimento ai figli: cambia qualcosa?

Per quanto riguarda l’assegno di mantenimento ai figli nulla cambia. Continuerà infatti a valere il diritto a essere mantenuti in base al reddito e al patrimonio dei genitori fino all’indipendenza economica.

Lavori stagionali, occasionali o contratti a tempo determinato brevi non contano: è necessario continuare a versare il contributo finché non si ha la certezza di un lavoro stabile e duraturo.

Quindi l’assegno di mantenimento ai figli riguarda sia i minori sia i maggiorenni economicamente autosufficienti e gli affetti da handicap.

L’assegno comprende:

  • spese ordinarie per il mantenimento, l’educazione e l’istruzione;
  • spese straordinarie come i costi medici.

 

 

 

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